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Se il conto da 64 euro per quattro coni gelato vi aveva lasciati senza parole ma ridondanti di parolacce, al mio via scatenate pure l’inferno, perché il bar Amore di Via Cavour in Roma punta al rilancio: tre fette di Tiramisù e tre cappuccini 72 euro.
\nUn vero e proprio bidone farcito di caffè, crema al mascarpone e un inspiegabile rincaro dovuto al servizio, pari a 12 euro. Facendo due conti: 5 euro per un cappuccino e 15 per una porzione di dolce. Ah però! Mi verrebbe spontaneo chiedere ai turisti intortati per benino se, prima di andargli di traverso, questo Tiramisù concentrasse tal sublime combinazione di ingredienti da giustificare una tale mazzata.
\nE se mi impegnassi a scegliere i prodotti più cari a portata di supermercato, riuscirei a farne uno che si avvicini alla cifra da denuncia?
\nFacciamo una prova. Mi perdonino quelli della scuola “Pavesini”, ma l’inzuppo del savoiardo non si batte. Il nostro parametro di misura sarà la confezione standard da 250grammi di mascarpone, da cui ricaveremo le tre porzioni incriminate.
\nIngredienti
\nQuindi 2,80+1,60+1,50+0,20+3= il mio tiramisù costa 9,10 €. Aggiungo una spolverata di 10 centesimi di cacao amaro. Una porzione circa 3 euro.
\nOra, non abbiamo badato minimamente al fattore gusto e di certo il prezzo sarebbe lievitato se avessimo considerato tutti prodotti artigianali o di nicchia. Questo a dimostrazione del fatto che gli ingredienti di alto livello hanno il loro costo, così come la manodopera che li trasforma, ma che il prezzo non sempre è garanzia di qualità e che, in alcuni casi, può trasformarsi in raggiro e speculazione. Occhio ai balordi.
\nRischiate di restare vittime di truffe gastroturistiche come cambiate città. Come vi sarà capitato appena avete abbassato la guardia.
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Se il conto da 64 euro per quattro coni gelato vi aveva lasciati senza parole ma ridondanti di parolacce, al mio via scatenate pure l’inferno, perché il bar Amore di Via Cavour in Roma punta al rilancio: tre fette di Tiramisù e tre cappuccini 72 euro.
Un vero e proprio bidone farcito di caffè, crema al mascarpone e un inspiegabile rincaro dovuto al servizio, pari a 12 euro. Facendo due conti: 5 euro per un cappuccino e 15 per una porzione di dolce. Ah però! Mi verrebbe spontaneo chiedere ai turisti intortati per benino se, prima di andargli di traverso, questo Tiramisù concentrasse tal sublime combinazione di ingredienti da giustificare una tale mazzata.
E se mi impegnassi a scegliere i prodotti più cari a portata di supermercato, riuscirei a farne uno che si avvicini alla cifra da denuncia?
Facciamo una prova. Mi perdonino quelli della scuola “Pavesini”, ma l’inzuppo del savoiardo non si batte. Il nostro parametro di misura sarà la confezione standard da 250grammi di mascarpone, da cui ricaveremo le tre porzioni incriminate.
Ingredienti
Quindi 2,80+1,60+1,50+0,20+3= il mio tiramisù costa 9,10 €. Aggiungo una spolverata di 10 centesimi di cacao amaro. Una porzione circa 3 euro.
Ora, non abbiamo badato minimamente al fattore gusto e di certo il prezzo sarebbe lievitato se avessimo considerato tutti prodotti artigianali o di nicchia. Questo a dimostrazione del fatto che gli ingredienti di alto livello hanno il loro costo, così come la manodopera che li trasforma, ma che il prezzo non sempre è garanzia di qualità e che, in alcuni casi, può trasformarsi in raggiro e speculazione. Occhio ai balordi.
Rischiate di restare vittime di truffe gastroturistiche come cambiate città. Come vi sarà capitato appena avete abbassato la guardia.