A Milano c’è Trippa anche per Adrià

Ha fatto scalpore la notizia che Ferran Adrià, invitato al Congresso di Identità Golose a Milano, ha scelto (o è stato portato, poco cambia…) per la sera dopo congresso alla Trattoria Trippa di Diego Rossi e Pietro Caroli, subito fuori Porta Romana a Milano.
E, una volta terminata la cena, ha espresso la frase incriminata che ha allertato i gastrominkia e i cacciatori di like e selfie con lo chef di mezzo mondo:

“Questa è una delle cene migliori che ho fatto da quando ho chiuso El Bulli”.
Diretto. Sintetico. Immediato. Boom!!!
In pieno Congresso mentre eravamo in piena discussione sulla fine del fine dining e in piena crisi di evoluzione dell’alta gastronomia, il web è esploso.
I social di influencer, critici e supposti critici di gastronomia, food blogger e mercanzia varia si sono strappati le vesti per attaccare, denigrare, appoggiare e affossare questo o quel concetto, questa o quella visione, questa o quella teoria.
E nessuno, o quasi, ha fatto l’unica cosa che c’era da fare: analizzare perché una delle figure più importanti, mitiche e dirompenti della gastronomia mondiale ha pronunciato quella frase su Trippa a Milano.
Bene: lo farò io.
Perché Trippa a Milano è piaciuto a Ferran Adrià: 3 ipotesi

Ipotesi 1: Ferran Adrià è improvvisamente impazzito.
Affascinante ipotesi, da un lato, e sostenuta anche da alcune (poche) personalità del mondo della cucina contemporanea che sostengono la temporanea infermità di mente del nostro, di fronte a tanto ben di Dio sul tavolo davanti a sè
Ipotesi 2: Ferran, dalla chiusura del Bulli, è rimasto chiuso in casa e non ha mai più assaggiato nulla in giro per il mondo.
Anche questa ipotesi si sposa col finale della precedente, e cioè si applica al tanto ben di Dio sul tavolo davanti a sé. Ma soprattutto nel bicchiere…
Ipotesi 3: ha detto quello che pensava, in quel momento.
Tra amici. Senza microfoni e senza filtri, senza dare troppa importanza ai suoi pensieri.
E io penso che questa terza ipotesi sia la vincente e la più veritiera: l’ha pensato e l’ha detto.
Perché ci credo?
Una sola verità e senza formule magiche

Perché tutti quelli che conoscono bene come me la Trattoria Trippa, ma soprattutto Diego Rossi, Pietro Caroli e i ragazzi di qua e di là del banco, sanno bene che Trippa è luogo protetto. Dove i pensieri non hanno paura a vagare, territorio libero, zona franca da divieti, imposizioni, pregiudizi e illazioni.
Da Trippa a Milano si mangia bene. Molto bene. Punto.
Da Trippa si mangia ogni giorno diverso, secondo il mercato e la creatività di Diego.
Da Trippa si sta bene, perché Pietro, Ciop ( si, Ciop … perché ?? ) e i ragazzi in sala ti fanno sentire amico, vicino, desiderato e aspettato.
Formule pitagoriche di benessere gastronomico? Strategie di accoglienza e di ristorazione??? Ma quali???
“Trippa xe un posto ndo’ se magna e beve ben. Punto. E po… se sta ben”.
Così risponderebbe il Diego che amo.



Altro che formule magiche. Riportare tutto all’essenza della cucina popolare ma mai popolana, alla pasta fresca tirata nel modo più incredibile che abbiate mai probabilmente assaggiato, tagliatelle burro e parmigiano, ravioli al pero misso e lasagnette. E poi lumache, milza, fegato, cuore e preparazione del quinto quarto come si usava nelle case una volta. Ma con ingredienti (carni e verdure) di primissima qualità di oggi.
E poi castagnaccio, tiramisù e dolci delizie popolari.
Insomma, un posto buono, caldo, giusto. Tutto lì.

E certo che ad Adrià è piaciuto.
E sapete anche perché gli e’ piaciuto?
Perché c’era Diego, con i suoi, in cucina.
E il vitello tonnato da Trippa a Milano lo puo’ fare solo lui!
Trippa Milano. Via Giorgio Vasari, 1. Milano. Telefono: +393276687908. Facebook