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Vino
2 Aprile 2025 Aggiornato il 2 Aprile 2025 alle ore 16:45

Chianti Rùfina: i vini Fattoria il Capitano e il vin santo con i formaggi

Nel Chianti Rùfina assaggi di etichette giovani della Fattoria Il Capitano che offre anche cena (a 40 €) e locanda con camere doppie (a 110 €)
Chianti Rùfina: i vini Fattoria il Capitano e il vin santo con i formaggi

Ho fatto un press-tour nel Chianti Rùfina, che rispetto al Chianti Classico con i suoi 70.000 ettari è un po’ più circoscritto (misura 13.000 ettari circa), meno pettinato e meno ad usum turistae, mi permetto di dire falsificando il latino. Ma proprio per questo interessante, attraente.

Il giro ha prodotto qualche spunto.

Del Chianti Rùfina fanno parte i comuni di Pontassieve, Dicomano, Londa (famoso anche per una varietà di pesca), Rùfina, Pelago posti sulle alture ad Est di Firenze. A Pontassieve memorizzate:

La trecentesca Torre dell’Orologio sulla Porta Aretina, e relativo panorama a tutto campo sulla vallata. Accesso con visita guidata, da un condominio privato.

Il Museo GEO, dedicato all’esploratore concittadino Eugenio Bruschi: fotografie, reperti archeologici, collezione di maschere etniche, mostre temporanee (a me ne è capitata una sui pesci).

Nel Municipio, con sede nel palazzo Sansoni Trombetta, la Sala delle Eroine e l’ottocentesco ciclo di affreschi di Ferdinando Folchi, dedicato a grandi figure femminili del passato. Più una sorta di intrusa, frutto di un’aggiunta successiva: Anita Garibaldi.

Il cinquecentesco Ponte Mediceo costruito lungo la strada che collegava Firenze al Mugello, al Casentino e ad Arezzo.

I vini Chianti Rùfina di Terraelectae

vigneti del Chianti Rùfina

Terraelectae è un progetto di eccellenza e di ulteriore distinzione all’interno del Consorzio locale. Ed è per alcuni vini della tipologia Riserva, tracciati ad hoc, da uve prodotte nella zona Chianti Rùfina Docg da vigneti in proprietà dell’Azienda o condotti in affitto. 

Altri requisiti: produzione max uva di 70 quintali/ettaro; titolo alcolometrico non inferiore a 12,5% vol.; 30 mesi invecchiamento di cui 18 in legno e almeno 6 in bottiglia.

Terraelectae è un marchio volontario all’interno del Consorzio del Chianti Rùfina. 11 i vigneti che se ne fregiano: Vigneto Poggio, Vigna il Fiorino, Vigneto Le Rogaie, Vigna Casanova. Montesodi, Lastricato, Villa Cologneto, Vigneto Quona, Vigneto Poggio Gualtieri, Vigneto Poggio Diamante, Vigna alla Stele.

Un’azienda con una bella storia al femminile

azienda agricola e cantina del Chianti Rùfina

Tra le aziende con vigneto Terraelectae, a Pontassieve, Fattoria Il Capitano aka Azienda Agricola Balbi che, attraverso un lungo e bellissimo percorso matrilineare iniziato nel 1877, giunge ai giorni nostri e ai fratelli Alacevich (no, non è un cognome chiantigiano). 

Uno di loro, Stefano, vive in loco, a presidiare e condurre il quotidiano dell’azienda, certificata bio. La sede, bellissima, della Cantina Balbi a mezzacosta è stata costruita con criteri modernissimi per il tempo. Dotata di vinsantaia.

L’azienda produce 5 referenze di vini, incluso un Rosato e il Vin Santo, e olio, prodotti su un’estensione di 30 ettari di terreno – 8 vigneti e 20 agli uliveti. Sangiovese ovviamente il vitigno predominante.

Quanto costano i vini della Fattoria Il Capitano

bottiglie di vino Fattoria Il Capitano nel Chianti Rùfina

I prezzi al pubblico, comprando dal produttore, sono prezzi amici: Chianti 9 €, Voltorio Cabernet Sauvignon 10 €, Torricella Rosato 7€, Rosso Capitano IGT 7 €.

L’olio in bottiglia da 750 ml, 14,50 €. Invece 16 € per il Vin Santo.

Segnalo il gioiello enologico della casa, il Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio Terraelectae da un cru a 150 metri slm su terreno argilloso-calcareo, capace di conferire alle uve Sangiovese grande finezza e ricchezza olfattiva. I tratti più caratterizzanti: raffinati sentori floreali e ciliegia matura, eleganza e predisposizione alla longevità. Prezzo al pubblico, da 25 €.

i vini del Chianti Rùfina

È con una verticale – qui dal 2019 al 2022 – che si colgono tutte le affascinanti differenze.

Nella verticale condotta dall’enologo Maurizio Alongi, delle annate degustate – 2019, 2020, 2021, 2022 (da botte) – tutte erano dotate dei tratti sensoriali sopra descritti. La 2020, dal bel colore rubino-granato, spicca per la nettezza del bouquet di viola e fiori di campo. Al palato: speziato, balsamico, elegante. Non per niente ha meritato 90/100 nella Guida Veronelli 2024.

Lo stesso genius loci per dormire e cenare al B&B nel Chianti Rùfina

Noi abbiamo dormito e cenato a Pontassieve.

Comodo fermarsi – prenotando per tempo, perché è molto richiesto – al B&B con piscina Sosta al Capitano, condotto dallo stesso Alacevich, 4 belle, silenziose, accoglienti camere ricavate dalla ristrutturazione di un antico casale e arredate da Gisella, compagna di Stefano. Una notte in camera doppia costa 110 €.

Chianti Rufina TERREAELECTAE Stefano Alacevich vigna

Alacevich, genovese adottato dalla Toscana, sfodera le sue origini soprattutto con chi si ferma, su richiesta, a cena. In estate in giardino, altrimenti in casa.

Ci si trova così tra Liguria e Toscana: i genovesi mugugnano, i fiorentini imprecano. Ma con quanto stile. In tavola, una successione a sorpresa, che può includere la farinata e i crostoni, la minestra di ceci o una pasta, una guancia tenerissima o una tagliata o, se siete fortunati, addirittura la cima fatta in casa. E torte salate, e torte dolci.

Con vero understatement genovese, il padrone di casa dice che a casa sua gli piace cucinare. E completare con il suo olio, e offrire i suoi vini, una sfilata di Chianti Rùfina. Fa bene.

Cenare alla Sosta al Capitano costa 30-40 €, in base anche ai vini scelti. Quanto al menu, “Si mangia quello che dico io” spiega sempre il padrone di casa, naturalmente raccomandando di avvertire se ci sono allergie o gusti particolari.

olio extravergine del Chianti Rùfina

Di ogni olio chiedo sempre un assaggio da solo, prima. Anche davanti al produttore. 

Perché il primo sorso in purezza è il sorso-verità.

Con Stefano Alacevich, ecco un blend Frantoio-Leccino dal profumo e gusto intenso di mandorla e carciofo, soprattutto, con un bell’equilibrio di amaro e piccante. Se si prova a “masticarlo”, ecco la sensazione di mangiare una mandorla fresca. Più altri sentori più amari. Tutti da godere.

Dopo il primo sorso, filo d’olio a piacere dove si vuole, a partire dalla fetta di pane sempre pronta.

L’idea da copiare: un modo diverso di gustare il Vin Santo

Il Vin Santo, vino di rispetto

Con i cantucci sono capaci tutti di offrirlo.

Con gli erborinati, sono capaci in tanti, dà molte possibilità di riuscita e, ovvio, quei formaggi devono piacere.

Vin Santo del Chianti Rùfina

Ma con i pecorini? Quando il Vin Santo bagna i formaggi pecorini – toscani, sardi, umbri – belli sapidi, e senti più tagliente la liquorosa bellezza del vino. Due i bicchierini: uno per il vino in purezza, l’altro con due-tre cubetti di formaggio su uno stecchino. 

Questa provocazione di Stefano Alacevich con il Vin Santo del Chianti Rùfina di famiglia, l’ho fatta mia e la rilancio come un bonus.

Il Chianti Rùfina della Fattoria a Vinitaly 2025

Se andate a Vinitaly, trovate un pezzetto di Chianti Rùfina – Fattoria il Capitano nel Padiglione C, stand 222.

Una bottega di paese a Rignano sull’Arno

Noi ci siamo stati a pranzo. Qui, un’altra segnalazione, la Bottega a Rosano, nel comune di Rignano sull’Arno. Ecco dove fare incetta di bardiccio, coraggioso insaccato di area fiorentina fatto con quinto quarto suino-bovino e tanto cuore (bovino).

Ma anche ecco dove rifornirsi di ova a 0,50 € l’una, di cacio di varie sorte, di piatti pronti tipo una ribollita dove il cucchiaio si regge in piedi, di piatti espressi tipo gli spaghetti con le briciole (4,5 €) o i fegatini nella rete, per non dire la tagliata. 

Questa bottega di paese è un posto da film, ma vera e autentica, dove da dietro l’angolo potrebbe spuntare Giorgione con la sua salopette e neanche lui riuscirebbe ad assaggiare tutto.

Daniela Ferrando
Milanese, trent’anni di copywriting e comunicazione aziendale. Le piace che il cibo abbia le parole che merita: è cultura. Parlando molto e mangiando poco, non si applica nel suo caso il “parla come mangi”.
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